CASA della SALUTE di Ladispoli-Cerveteri

 

AVO Cerveteri è una associazione giovane, nata nel 2017, per secessione da una AVO limitrofa per prestare servizio nella Casa della Salute appena costituita, in quanto consapevoli dell’importanza di sostenere questa nuova forma di assistenza integrata promossa dalla Regione Lazio.
La Casa della Salute è una struttura sociosanitaria pubblica, ancora inusuale, piuttosto complessa: si compone di un Punto di primo intervento, un Reparto di Degenza, numerosi Ambulatori, Uffici per le pratiche burocratiche e di back office e sportelli di assistenza tra cui: PUA – punto unico di accesso e CAD- centro per la assistenza medica a domicilio. Ma in sintesi ciò che contraddistingue la CdS rispetto ad altre realtà sanitarie è:
Operare in prossimità dell’utenza per fornire le principali forme di assistenza con rapidità e senza ostacoli logistici.
Fornire congiuntamente il sostegno sanitario e il sostegno sociale.
Mirare al benessere attraverso la prevenzione e la presa in carico dei cittadini per l’intero arco di vita.
Si tratta di obiettivi rilevanti, difficili da garantire, ma di enorme impatto di efficacia sanitaria e di rilievo etico.
I volontari AVO hanno iniziato a fornire servizio catalizzati dal presidiare un nuovo luogo di cura mancante sul territorio e rispondente alle necessità della popolazione e accolti, anzi sollecitati dalla direzione sanitaria. Questi aspetti, la determinazione dei volontari e la cooperazione con ASL, sono gli elementi che hanno garantito una attività funzionale e armonizzata.
Le prestazioni dei volontari sono risultate da subito particolarmente preziose e apprezzate, perché le relazioni spesso sono durature: si sviluppano oltre le visite di conforto ai ricoverati e le prestazioni occasionali fornite alla utenza giornaliera, si protraggono poi a domicilio, particolarmente per l’utenza più critica che è molto numerosa. E anche perché le prestazioni dei volontari non si limitano a fornire accoglienza e conforto, ma aiutano concretamente le persone disorientate o non autonome e incanalano le richieste che non sono in grado di esaudire su altre associazioni con cui AVO Cerveteri ha un rapporto stretto di cooperazione.
Dopo alcuni anni, facendo un bilancio, risulta evidente ciò che ha favorito la riuscita della nostra impresa. In primis la determinazione che abbiamo attivato su questo nuovo fronte. Si è dimostrato che quando si pongono nuove mete, chiare ed attraenti pure su territori inesplorati, si attivano energie elevate, si raggiungono traguardi ambiziosi e si ottengono le conseguenti soddisfazioni. Questo circolo virtuoso ha prodotto buoni risultati di breve termine, ma quello che più conta, ha prodotto ricadute persistenti, tuttora riscontrabili sui volontari.
Se, infatti, da una parte, impiantare una nuova organizzazione contemporaneamente alla copertura di un nuovo fronte risulta complicato – bisogna affrettatamente organizzare la struttura e contemporaneamente, immaginare, impostare e coordinare il servizio – dall’altra ha alimentato entusiasmo e coraggio, sviluppato flessibilità e innovazione, procurato nei volontari/e di AVO Cerveteri un processo di crescita e di empowerment, spiccatamente su questi aspetti:
– Intraprendenza: desiderio e coraggio di proporre idee e contributi spesso originali.
– Collegialità: forte coesione e sostegno interno.
– Apertura all’ignoto: disponibilità a staccarsi dall’attività routinaria per nuove forme/luoghi/modi di operare.
Un movimento di volontariato, come quello attuato da AVO su scala nazionale, è indiscutibilmente ammirevole per la tenacia e la costanza con cui da decenni presidia i luoghi canonici della sofferenza (ospedali, RSA, ecc.), ma dovrebbe anche individuare contesti nuovi e mobilitarsi verso necessità/bisogni emergenti.
AVO Cerveteri ha saputo cogliere l’opportunità di testare questa esperienza che ha accresciuto l’efficacia delle sue prestazioni, e contemporaneamente, potenziato le caratteristiche individuali dei soci.
Ormai i programmi della Sanità Nazionale sono chiari (DM71): avremo a breve sul territorio, numerose strutture, si chiameranno Case della Comunità, e riteniamo che le esperienze fatte in anteprima da AVO Cerveteri facciano nascere intenzione e forza a predisporsi a questa migrazione. Saranno moltiplicati gli effetti benefici delle attività e si presenteranno prove che, una volta superate, aumenteranno la motivazione e la vitalità dei componenti.

P.S.
Il racconto scorre imperterrito per un periodo di cinque anni, di quel periodo intende evidenziare intuizioni illuminate, azioni coraggiose, successi raggiunti, vissuti esaltanti. Non considera che negli ultimi due anni sia comparsa la pandemia. I volontari e volontarie di AVO Cerveteri non sono invincibili: anche essi hanno subito la persistente erosione del benessere personale e il subdolo inquinamento delle relazioni sociali e questi fattori hanno lasciato inevitabili strascichi che il racconta ignora. Spero che la volontaria omissione venga perdonata in nome di una infantile speranza.

Roberto Porciani – 7 marzo 2022