AVO Valdarno

AVO Valdarno: programma "Scuola e solidarietà"

AVO Valdarno è stata protagonista del programma "Scuola e solidarietà", realizzato in collaborazione con l’Istituto Magistrale statale G. da San Giovanni.

Di seguito il link all'articolo pubblicato su "Il Valdarno", relativo alla consegna degli attestati a 64 studenti dell'Istituto che hanno partecipato al progetto: http://www.ilvaldarno.info/avo-valdarno-premia-gli-studenti-dellistituto-g-da-san-giovanni/

Un Giovane volontario dell'AVO Massa Carrara presenta una tesi sull'AVO

Un Giovane volontario dell'AVO Massa Carrara presenta una tesi sull'AVO

Nicolo' Cagetti si è recentemente laureato con una tesi dedicata all'AVO e ai suo valori dal titolo:
"AVO, evoluzione storica e umana del volontariato ospedaliero"

Scrive nella sua presentazione:

"Ho scelto questo tema perché è inerente alla nostra società di oggi per quel che concerne il settore socio – sanitario.
Si tratta di una delle numerose associazioni di volontariato che a vari livello accolgono nella gratuità il bisogno di tanti uomini e donne, giovani e anziani, di mettersi al servizio di chi si trova in difficoltà. ....
Sono quindi fiero di fare parte di questa grande famiglia di volontari e più volte mi sono posto la domanda “Chi è per me il volontario accanto all’ammalato?” e sono arrivato alla conclusione che la risposta più corretta sia: «il volontario accanto all’ammalato diventa il parente che non c’è…»".

Facciamo i complimenti a Nicolò!

 

Ricordo di Erminio e Nuccia Longhini - AVO Firenze

Ricordo di Erminio e Nuccia Longhini - AVO Firenze

Il 17 novembre 2016, nel corso della riunione plenaria di Volontari, Consiglio, Coordinatori, Responsabili e Segreteria, AVO Firenze commossa ha ricordato con affetto Erminio e Nuccia Longhini.
Queste le parole della Presidente Maria Grazia Laureano

Venerdì 4 novembre 2016 il Prof. Erminio Longhini, fondatore e ideatore del nostro servizio di volontariato AVO, ci ha lasciati.

Dalla fine degli anni sessanta, periodo in cui ha concepito l'idea insieme alla moglie Nuccia Orrù Longhini, e poi dal 1975, anno di nascita della prima AVO a Milano, fino al suo ultimo giorno, il prof. Longhini ci ha sempre guidato, attraverso la Federavo (Federazione nazionale di tutte le AVO italiane), in un cammino di crescita e maturazione costante che ha reso il piccolo gruppo dei suoi amici degli anni sessanta, la grande associazione con 25476 volontari in 360 comuni d'Italia, quale ora siamo. Egli non si è limitato a cogliere un bisogno, prorompente in quegli anni, di vicinanza umana e sostegno delle persone ricoverate in ospedale, cosa già di per sé grandissima, ma ha risposto a tale bisogno creando un servizio di volontariato strutturato e supportato da una forte base di idee e di valori. Ha creato il “sistema AVO” che, come lui stesso ci spiega, è: ”Servizio, obbedire nel senso latino di “ob stare”, ovvero stare davanti, ascoltare e convincersi, in questo caso donarsi è coerenza con sé stessi e quindi il massimo della libertà....L'essenza e la ragione d'essere dell’AVO è riassunta in tre punti:

  • Amare gli altri volontari come sorelle o fratelli non datici dalla natura, ma scelti con un atto volontario del dono di sé. Con l'affidamento possa così nascere quel momento di dono scambievole che è la reciprocità, reciprocità da vivere nell'Associazione che quindi diviene casa comune.
  • Scoprire la letizia che dà l'esperienza dell'amore reciproco
  • Donare alla persona malata la possibilità di aprirsi alla stessa esperienza di un momento di reciprocità a cui insieme abbiamo collaborato e quindi godere della letizia pur nel frangente della sofferenza e della malattia.... La reciprocità è un concetto difficile da definire perché è un dono il cui valore si apprende progressivamente nel cammino della vita. Il nostro volontariato è farsi dono per il malato ma è anche ricevere un dono da questo.

L'AVO è tutta e solo qui, ma se una di queste tre caratteristiche basilari mancasse l'AVO non esisterebbe. Potrebbe essere una cosa bella e utile ma non sarebbe AVO.
...Sono lieto e ringrazio il cielo di avere scritto la prima pagina di un libro che però ha ancora un gran numero di pagine bianche che voi scriverete, sempre coscienti che non siamo noi a scegliere ma di essere stati scelti. Nella sanità lo sviluppo del tecnicismo ha comportato un impoverimento del rapporto medico-paziente. Si perde di vista la persona malata e si considera esclusivamente la malattia. Ciò comporta un ulteriore aumento della solitudine del malato. L’AVO così si fa più necessaria ancora purché conservi il suo “dover essere” con il dono di sé adattandosi però alle necessità di oggi. Quindi ci dobbiamo sentire disposti a continuare la nostra strada e il nostro pacifico camminare “controcorrente”. Ciò per essere apostoli del valore del rapporto interpersonale. Non deve mancare la speranza anche per ciò che sembra difficile o impossibile. Ne testimonia l’oggi rispetto a quanto vissuto ieri: cittadini nuovi in un mondo della salute (e non solo sanità) nuovo anche se sappiamo che vi è chi semina e chi miete, entrambi ugualmente necessari sulla strada del bene comune. Vi auguro di vivere queste ore in letizia, libertà, armonia ed unità per essere pronti a consolare i nostri fratelli e sorelle malati: consolare nel senso etimologico della parola: non ti lascerò solo.” (Liberamente tratto da interventi di Erminio Longhini “La ragion d'essere dell'AVO” 2011 e “Il cammino verso il bene comune” 2015, in NoiInsieme www.federavo.it)
Questa la sua idea di AVO e questo il suo augurio. Non servono altre parole, solo che tutti noi volontari e volontarie AVO di Firenze, che sono onorata di rappresentare, siamo consapevoli e uniti nel far parte di questa bella associazione e ci impegneremo sempre al massimo per continuare a scrivere le pagine ancora bianche di quel libro che voi avete cominciato e ci avete donato.

Grazie Erminio e Nuccia Longhini.

                                                                                                              Maria Grazia Laureano

Ricordo del Prof. E. Longhini (AVO Valdarno)

Ricordo del Prof. E. Longhini (AVO Valdarno)

Erminio Longhini ci ha lasciato.
Che dire della sua immagine profetica e sempre presente?
Insieme alla moglie Nuccia è stato in Italia il fondatore del volontariato ospedaliero. Ci ha seguiti tutti con grande amore e competenza.
Dopo la riforma sanitaria del ‘78 , io sentii di dare il mio piccolo contributo ai malati ricoverati in ospedale.
Seppi da un focolarino di Milano dell’iniziativa che portava avanti Erminio Longhini nel suo ospedale di Sesto San Giovanni. Subito coinvolsi alcuni amici e tutti desiderosi di conoscere, andammo di persona a Milano per renderci conto e capire quali possibilità poteva avere il nostro servizio. Ci costituimmo, allora, presso un notaio in associazione e chiedemmo di essere accettati dall’Eova prima, poi dalla Usl. Fu questo passo molto duro perché fino allora persone qualunque, solo motivate, non erano accettate nelle corsie. Sembravano rubare il lavoro o essere di controllo. Non avevamo punti di riferimento in Toscana e, sempre, dovevamo rivolgerci alla famiglia Longhini.
Erminio ci consigliava, ci diceva di non mollare e di stabilire rapporti con i responsabili. Il suo modo di essere, di pregare, tutto era per me un esempio da imitare.
Il volontariato ospedaliero mi ha cambiato la vita.
Venne Nuccia Longhini a Montevarchi ed ebbi una grande esplosione di gioia. Le sue dritte sono valide anche oggi. Mi sono incontrata diverso volte con il caro Erminio, è venuto da noi nei nostri anniversari (10 anni - 25 anni), le sue parole sono state di incoraggiamento e di approvazione. Dopo la morte di Nuccia gli ho telefonato spesso, voleva essere aggiornato, era contento di sentirmi.
L’ultima volta, questa estate, mi disse di portare i suoi auguri al nuovo sindaco eletto a Montevarchi.
Erminio mi ha chiesto di essere tra i fondatori dell’Avo in Italia. Umilmente ho accettato, poiché l’Avo di Montevarchi è la quarta Avo nata nella penisola.
Sono indegnamente figlia di Chiara Lubic, mi sento sempre seguita dell’alto. Ogni iniziativa dell’Avo cerco di valutarla insieme agli altri, mai svolgerla individualmente e mi accorgo di avere talenti per quella occasione che prima non credevo di possedere. La mia perseveranza nel tempo ha avuto molte conferme e sono andata avanti.

Rosanna CASILLI
Presidente Onoraria e fondatrice di AVO Montevarchi

Mappa Italia

Sei nella regione: Toscana
ItaliaCMS